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Galleria FIAF – PARIGI, AMORE E DISINCANTO di Paolo Rebecchi

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Parigi, amore e disincanto

Parigi una delle città più amate al mondo. A Parigi l’autore c’era gia stato da ragazzo e ne era rimasto meravigliato. A distanza di circa 40 anni, Paolo ci ritorna e prova sensazioni nuove, coglie aspetti nascosti e più disincantati. Ma come non amarla, per la grazia e l’eleganza di cui solo lei è capace? È con questi occhi che Paolo Rebecchi è andato alla scoperta di questa metropoli, come se fosse una missione, qualcosa che va oltre alla semplice visita e vista. Piuttosto che attraverso gli irrinunciabili classici fotografati da tanti, l’autore ha raccontato questo suo viaggio dal punto di vista di chi la metropoli la vive ogni giorno. Una città che non fa mistero delle sue problematiche attuali e sicuramente maggiori rispetto ai tempi del suo primo viaggio. E allora quel bistrot, quel pianista, quella strada affollata o quel solitario viaggio in metro ci fanno sentire tutti parigini. Con il suo personalissimo taglio visivo, l’autore ci mostra scorci di vita di grande ispirazione con enorme spirito compassionevole e illuminante. Non per niente Parigi viene chiamata la ville lumiére.

 

Biografia Paolo Rebecchi

Paolo Rebecchi nasce a San Felice sul Panaro in provincia di Modena dove vive ed esercita la professione di Medico di Famiglia.

Nel 2013, da autodidatta, si avvicina al mondo della fotografia e con l’amico Guido Zaccarelli realizza “Finestre di casa nostra”, libro di immagini e racconti che affronta, con sguardo diverso, il tragico argomento del terremoto che nel 2012 colpì la provincia di Modena.

Nel 2015 si iscrive al corso di fotografia proposto dal PhotoclubEyes BFI e partecipando come socio a numerose attività ed iniziative, acquisisce maggior destrezza col mezzo fotografico.

Realizza principalmente fotografie di street photography, come stimolo per la ricerca di se stesso, dell’umano e delle sue rappresentazioni quotidiane.

Dopo aver partecipato a numerose mostre collettive realizza, ad inizio 2018, “Parigi, amore e disincanto”, la sua prima esposizione personale.

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Galleria FIAF – HORA SEXTA di Cristina Cavicchioli


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Hora sexta

Hora sexta: dall’antichità un riposo corroborante anche se breve.

Non affrontiamo tanto il soggetto del riposo, che comunque appare in foto, ma l’autrice degli scatti, che ne è la compagna. Perché soffermarsi su questa visione dell’amato tra le braccia di Morfeo? Perché proprio attraverso l’assenza temporanea di vitalità dell’uomo amato, emergono momenti di assoluta riflessione sul sé e di libertà di immortalarlo. Momenti che se inizialmente affrontati con noia, ora sono attesi con pazienza, dedizione, amore, quasi a rimembrare una gestazione. Gestazione di quel rapporto amoroso, complice, ma di continua sfida, fronteggiata col riemergere progressivo di caratteri forti primeggianti. Ecco che queste piccole pause consentono a Cristina di attenderne il risveglio, con amorosa pazienza, dopo averne custodito e protetto il riposo, come una madre nei confronti del figlio, riflettendo e calmando quell’ansia quotidiana della competitività caratteriale.

 

Biografia Cristina Cavicchioli

Cristina Cavicchioli è nata a Modena e vive, nella stessa provincia, a San Felice sul Panaro.

Il suo interesse per la fotografia inizia dopo avere visitato una mostra di Henri Cartier-Bresson a Milano. Decide quindi di iscriversi ad un corso di fotografia e nel 2015, per questo motivo, diventa socia del PhotoclubEyes BFI di San Felice sul Panaro. Qui, oltre a partecipare alle numerose attività che le consentono di imparare e perfezionarsi, viene a contatto con importanti fotografi del palinsesto nazionale e internazionale, arricchendo la sua passione ed ampliando la sua visione artistica. L’interesse per l’audiovisivo fotografico le consente, dal 2016 ad oggi, di realizzare, in collaborazione col compagno Paolo Rebecchi, due opere in concomitanza dei due progetti nazionali “Il Silenzio” e “La famiglia in Italia”. Nel 2017 crea il suo primo portfolio fotografico partecipando al progetto nazionale “Capolinea”. Percorso questo che le consente anche di elaborare e superare difficoltà legate alla perdita di affetti a lei molto cari. Ultimamente, sempre più attratta dagli sguardi della gente, ha iniziato un percorso di street photography che le sta dando particolari soddisfazioni. Dopo aver partecipato a numerose mostre collettive realizza, ad inizio 2018, Hora Sexta, la sua prima esposizione personale.