Presentazione MAGICO 2018

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MAGICO 2018

ll Magico 2018 continua il tema della memoria avviato lo scorso anno, dedicando questa edizione
a quella forma d’arte cinematografica oggi non più prodotta, ma solo riprodotta: il cinema muto.
Muto ruggente intende rappresentare quella parte di cinema che non ha fatto uso di dialoghi,
rumori, effetti o colonne sonore, ma che è passato alla storia e ha permeato il nostro immaginario
attraverso la potenza espressiva delle sole immagini.
Quello che voglio raccontare tuttavia non è la citazione di singoli film, ma la suggestione che
quel cinema suscita in noi, la sua capacità esageratamente espressiva nei volti e nelle situazioni,
il mondo che ne rimase stupito e affascinato, e la fabbrica con tutte le manovalanze che l’ha
prodotto.
Ho inteso perciò rappresentare, con l’aiuto dei nostri attori/figuranti e dei volontari per gli
allestimenti, alcuni tra i generi più significanti di quel periodo che va dagli inizi del ‘900 fino
alla fine degli anni ’20 con l’arrivo del sonoro e che, divenendo fenomeno mondiale, si sono
sviluppati con stili diversi. Un percorso in San Felice che parte dagli Stati Uniti d’America,
attraversa l’Europa e finisce addirittura in Giappone, scegliendo di ciascuna parte le influenze
per me più significative.
Imprescindibile perciò l’avvento di Hollywood e dei suoi primi studios con tutti i suoi comici
dall’inarrivabile Charlie Chaplin, all’etereo Buster Keaton, agli spassosi Stan Laurel & Oliver
Hardy, assieme ad altri magnifici caratteristi, agli immancabili poliziotti baffuti perennemente
all’inseguimento e alle piccole canaglie di strada. Ma come pure imprescindibile è la nascita
del divismo e delle vamp con una carrellata di femmes più o meno fatales. Del cinema muto
europeo invece ho voluto evidenziarne la fantasia creativa e sperimentale con un omaggio al
francese Georges Méliès con il suo fantasmagorico ‘Le Voyage dans la Lune’ e un omaggio al
cinema espressionista tedesco che ha tracciato le basi del genere Horror con i suoi ‘Nosferatu’,
‘Il gabinetto del dottor Caligari’, fino all’arrivo del meno tedesco ‘Frankenstein’ e delle sue mogli.
Infine ho voluto citare il cinema giapponese perché sconosciuto ai più, perché rappresenta il
respiro mondiale di questa nuova arte fin dai suoi albori e perché manifesta la resistenza di
una cultura secolare nel difficile passaggio da una forte e radicata tradizione alla modernità.
Un omaggio ad un’arte che ha rivoluzionato il linguaggio visivo e il concetto di immagine,
che ancora oggi ci appartiene, e che ne ha fatto addirittura una fiorente industria in continua
evoluzione. Un cinema che in mancanza del sonoro ha enfatizzato sentimenti e situazioni con
gesti, mimica e movimenti che oggi paiono esagerati, ma che ne fanno la piena, ingegnosa e
ricca carica poetica delle immagini in movimento in un’epoca di fermenti libertini e rivoluzioni.
In sostanza il cinema muto esploso negli anni ruggenti, il Muto ruggente.

Marco Rebecchi
Marco Rebecchi dal 1992 attore di prosa e cinema, è stato regista e direttore artistico del Teatro
San Martino di Bologna producendo spettacoli, anche interprete, di teatro contemporaneo
con commistioni di danza, video e letteratura. Dal 2005 è attore e organizzatore di Koiné –
Teatro sostenibile con cui collabora all’ideazione e realizzazione di formati comunicativi, dalle
performance teatrali alle realizzazioni museali. Dal 2003 dirige e organizza la messa in scena
e gli allestimenti di importanti eventi per la città di Bologna con artisti e intellettuali di livello
internazionale in differenti campi artistici. Dal 2014 è regista del Magico di San Felice sul Panaro.