Venti fotografie
compongono l'esposizione
"Giappone",
esordio dell'autore
e racconto del suo
primo viaggio compiuto
nel Paese del Sol
Levante nell'estate
del 2009. Una terra
scoperta e amata da
principio grazie al
cinema. Di qui la
scelta di stampare
in bianco & nero,
un omaggio esplicito
al regista più
amato, Akira Kurosawa,
la cui influenza è
riscontrabile nella
composizione di alcune
delle fotografie in
mostra.
Un'automobile lowrider
in mezzo al traffico
di Shibuya, un gruppo
di cedri secolari
intorno al villaggio
buddista del Monte
Koya, luoghi e soggetti
differenti, ma con
un elemento comune:
il profondo fascino
di un paese che avvolge
l'autore con la bellezza
dell'architettura
tradizionale (come
il Castello di Himeji),
con la grazia di due
maiko (giovani ragazze
che studiano per diventare
geisha) che passeggiano
per i vicoli di Kyoto,
ma anche con la solitudine
di una figura anziana
che vaga per la strada
deserta in un villaggio
di campagna, con la
desolazione dei sobborghi
cementificati di Tokyo.
Non il semplice documento
di una vacanza quanto
il prodotto scaturito
da autentici momenti
di meraviglia, stupore
e, in alcuni casi,
anche solo semplice
incredulità,
provati quasi ad ogni
passo: scintille scaturite
dall'incontro tra
una cultura e un punto
di vista "occidentale"
con il paese visitato.