Le 55 foto che sono
esposte sono state
scattate in due viaggi
fatti nei paesi orientali.
Nel febbraio/marzo
2006, 24 giorni in
Myanmar (ex Birmania),
partendo da Yangon,
la capitale, visitando
Kyaikhtiyo (Roccia
d’Oro), Bago,
Mandalay, Mingun,
Amarapura, Ava, Bagan,
Monte Popa, Kalaw,
Pindaya, Yaesakyi,
Lago Inle, Heho, Loimwe,
Akha (tribù
Akha e Li Su), Khengtung
(tribù Khun,
Palaung, Lahu, Loi).
Ho potuto vedere un’infinità
di pagode o templi
in cui si celebra
il culto di Budda,
quelli più
importanti letteralmente
ricoperti di oro perché
è prassi applicare
una foglia d’oro
sulla statua di Budda
per acquisire meriti.
L’aspetto paesaggistico
varia molto dalle
città con edifici
in muratura, non sempre
ben conservati, ai
villaggi con capanne
di bambù e
legno. Normalmente
le capanne sono del
tipo a palafitta con
la parte abitabile
superiore e sotto
sono alloggiati gli
animali domestici
( buoi o bufali, maiali
e polli), la copertura
in fibre vegetali
o in lamiera. Molto
spesso si vedevano
delle squadre di persone
che lavoravano alla
manutenzione delle
strade, con una grossa
percentuale di donne,
ed ho scoperto che
si trattava di lavoro
forzato. Pratica questa
molto usata dalla
Giunta Militare al
potere dal 1962 che
tiene soggiogata la
popolazione e soffoca
ogni forma di contestazione
politica con il carcere.
Più che l’aspetto
paesaggistico le foto
da me scelte vogliono
rappresentare i volti
e le espressioni delle
persone incontrate,
la loro vitalità,
la gentilezza e la
disponibilità
con cui sono sempre
stato accolto, la
curiosità e
gioiosità con
cui mi attorniavano
i bambini, vogliosi
di farsi fotografare.
Nel febbraio/marzo
2008, 22 giorni in
India/Orissa, partendo
da Calcutta visitando
Bhubaneshwar, Udaigiri
e Khandagiri, Pipili,
Puri, Kornak, Baliguda
(tribù Desia
Kondh), Bataguda (tribù
Kondh), Rayagada (tribù
Kutia Kondh), Chatikona
(tribù Dongaria
Kondh), Jeypore, Onkandelli
(tribù Ollar
Gabada, Borogada e
Borogadaba, Bonda,
Paroja), Gupteswar
(tribù Dharua
Gond e Gond), Jagdalpur
(tribù Kotpad,
Gond e Muria), Narainpur,
Kondagaon, Kanker
(tribù Muria),
Raipur, Bombay. La
scelta dell’Orissa
è stata fatta
perché poco
interessata dal turismo
di massa e per una
consistente presenza
di villaggi tribali
che hanno mantenuto
le tradizioni originali.
Un viaggio avventuroso,
con lunghissimi spostamenti
a piedi con lo zaino
sulle spalle, accampamenti
in tenda presso i
villaggi visitati,
le necessità
corporali espletate
secondo le usanze
locali. Tutto questo
per incontrare e vedere
di persona popolazioni
non sempre amichevoli,
come i Bonda, ma che
grazie all’intermediazione
di un’ottima
guida locale mi ha
permesso di entrare
anche in un villaggio
dove mai nessuno era
entrato ed in cui
purtroppo non mi è
stato possibile fotografare
nulla. Ho scoperto
che presso alcune
tribù vi sono
le case per i giovani
dove vivono i ragazzi
in età prematrimoniale
per fare reciproca
conoscenza ed esperienza
sessuale, non è
accettata però
la gravidanza prematrimoniale.
In una delle quattro
città sante
indiane, Puri, ho
assistito anche alla
pratica della cremazione
del corpo della persona
morta, che viene trasportato
a spalla dai congiunti,
su una barella di
bambù, per
la città fino
al luogo di cremazione
che si trova di fronte
al mare. Mi sono immerso
nella loro realtà
negli innumerevoli
mercati visitati,
dove una miriade di
persone affluisce
da tutto il circondario
per scambiare merci
ed incontrarsi, perché
il mercato è
un punto di contatto,
soprattutto per le
donne che sono la
maggioranza, nel villaggio
si svolgono le attività
quotidiane e gli estranei
non sono ben accetti,
salvo essere accompagnati
da persone conosciute.
Non sempre è
stato facile fotografare,
molti non lo gradiscono
ed a questo sopperisce
un buon teleobiettivo
che mi ha permesso
di riprendere nella
loro naturalezza le
persone. Non è
mia abitudine mettere
in posa le persone
perché mi piace
di cogliere il loro
aspetto naturale,
la particolarità
espressiva.
L’autore
Giulio Pola, di Finale
Emilia, fotografo
dall’età
di 30 anni, socio
del Photoclub Eyes
di San Felice sul
Panaro.
Il suo impegno nella
fotografia ha avuto
maggiore impulso da
quando è andato
in pensione nel 2002
e si è dedicato
ai viaggi in paesi
lontani con finalità
fotografiche.